Bestie per Sempre
C’è qualcosa di profondamente umano nel bisogno di lasciare una traccia. E qualcosa di altrettanto umano nel volerla incidere nella pietra, possibilmente con nome, date e una fotografia. Questo progetto documenta le tombe dei cani, piccoli monumenti all’affetto contemporaneo, dove il lutto privato assume le forme solenni della commemorazione pubblica.
Lapidi, targhe, incisioni e composizioni floreali riproducono, in scala ridotta, l’apparato simbolico dei cimiteri umani. I cani diventano così destinatari di un rituale che parla tanto della loro assenza quanto del bisogno dei loro proprietari di prolungare il legame. In queste immagini il confine tra affetto e rappresentazione si fa sottile. La monumentalità delle lapidi assume una dimensione quasi ironica, il sentimento si materializza, si organizza, si incide.
Il bianco e nero accentua questa ambiguità. Le fotografie conferiscono ai sepolcri una gravità solenne, ma allo stesso tempo ne mettono in evidenza il carattere artificiale, quasi teatrale. Senza negare la sincerità del dolore, si insinua una domanda: stiamo osservando il ricordo di un animale o il bisogno umano di costruire un monumento ai propri sentimenti?